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Gemania Ovest 1974

Categoria: Palloni mondiali




DECIMA EDIZIONE

Il campionato mondiale di calcio 1974 o Coppa del Mondo FIFA del 1974 (noto anche come WM 74) è stata la decima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili, organizzato dalla FIFA ogni quattro anni.

Dopo la definitiva assegnazione della coppa “Jules Rimet” al Brasile al termine del campionato del mondo 1970, la competizione assunse infatti il nome di "Coppa del mondo FIFA" (ingl. FIFA World Cup, fr. Coupe du Monde FIFA).

Si tenne in Germania Ovest dal 13 giugno al 7 luglio 1974. Furono 9 le città i cui impianti ospitarono gli incontri del torneo: Amburgo, Berlino Ovest, Dortmund, Düsseldorf, Francoforte sul Meno, Gelsenkirchen, Hannover, Monaco di Baviera (sede anche della finale per il 1º posto) e Stoccarda. Il titolo fu vinto dai padroni di casa della Germania Ovest.
 
Il Campionato Mondiale di Calcio del 1974 viene assegnato alla Germania Ovest. I tedeschi vogliono ben figurare dopo i tragici episodi avvenuti due anni prima alle Olimpiadi di Monaco di Baviera e nulla viene lasciato al caso. Le forze di polizia pattugliano gli stadi prima e durante ogni incontro, anche le sedi dei ritiri delle squadre nazionali sono fortemente vigilate ed ogni squadra viene scortata, per ogni incontro, dal ritiro fino all'ingresso nello stadio, per poi essere riaccompagnata in albergo, dopo la partita.

La formula del mondiale cambia: per esigenze televisive viene aumentato il numero di partite, quindi dopo la consueta prima fase a gironi, le otto rimanenti formazioni vengono inserite in altri due gironi da quattro squadre. Le vincitrici dei due gironi disputano la finalissima, mentre le due seconde, disputano la finale per il terzo posto.

Tra le sedici finaliste esordiscono ai mondiali la Germania Est (inserita nello stesso gruppo dei tedeschi occidentali), Haiti, l'Australia e lo Zaire, prima nazione sub-sahariana a raggiungere la fase finale della Coppa del Mondo. Ma le nuove arrivate faranno poca strada, eccezion fatta per i tedeschi d'oltre cortina che vinceranno il primo girone proprio davanti ai cugini d'occidente, sconfitti nel "derby". Sorprendente è la qualificazione raggiunta dalla Polonia che, con un gioco armonico e moderno ha eliminato nelle fasi di qualificazione gli inglesi, campioni del mondo solo otto anni prima.

Le favorite della vigilia sono il Brasile, campione del mondo in carica, l'Italia vice campione, che ha ben figurato nell'anno precedente a questi mondiali, durante il girone di qualificazione, e nelle amichevoli successive, con vittorie di spicco in casa, coi "campioni brasiliani" ed a Wembley, contro i "maestri inglesi", in quella ch'è la prima vittoria dell'Italia in casa dell'Inghilterra, e la Germania padrona di casa; outsiders l'Olanda del "calcio totale", e la stessa Polonia, oro olimpico due anni prima e guidata da Grzegorz Lato e Kazimierz Deyna.

Gli azzurri abbandonano presto la kermesse; il CT Ferruccio Valcareggi mantiene per larga misura la stessa rosa di quattro anni prima, molti elementi erano presenti anche alla disfatta del mondiale del 1966, per non parlare della convocazione di Gianni Rivera, già presente anche ai mondiali del 1962 in Cile; ma i giocatori sono logori, ed i pochi nuovi innesti non cambiano le sorti di una squadra stanca e prevedibile. Fra i nuovi convocati in azzurro si sperava nell'apporto di Giorgio Chinaglia, capocannoniere e campione d'Italia con la Lazio, ma il suo mondiale resta legato solo al famoso gestaccio con cui manda a quel paese Valcareggi, dopo essere stato sostituito in Italia-Haiti. Il Brasile supera a fatica la prima fase e non ingrana neanche nella seconda, perdendo nettamente con gli olandesi, e dovendosi accontentare della finale di consolazione, persa poi con la Polonia. In finale vanno i padroni di casa, e l'Olanda. Si scontrano due diverse tipologie d'intendere il calcio: una squadra con un gioco attento, preciso e applicato con criterio, contro una squadra tutta genio e sregolatezza che si affida alla fantasia ed all'estro dei suoi uomini migliori.

La Germania Ovest poteva contare sulla classe, l'equilibrio e la visione di gioco del libero Franz Beckenbauer, sull'esperto Berti Vogts, e sui gol di Gerd Müller, l'Olanda sullo straordinario talento del regista e fantasista Johan Cruijff, sul centrocampista Johan Neeskens, direttore d'orchestra di quella formidabile squadra, e sull'ala dal gol facile Johnny Rep; entrambe le formazioni erano comunque composte da giocatori di grande levatura in ogni reparto. Vinceranno i tedeschi, ma gli olandesi verranno ricordati per aver espresso un calcio innovativo, divertente e brillante, votato all'attacco ed in grado di fornire ottime coperture difensive, ma per questo anche molto dispendioso in quanto, in questo contesto, il calcio totale imponeva la copertura totale del campo da parte di ogni singolo giocatore che finiva per ricoprire più ruoli in una stessa partita. La Germania Ovest vince così il suo secondo mondiale e raggiunge l'Italia e l'Uruguay come numero di trofei vinti, entrambe seconde al solo Brasile.

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