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Corea del sud e Giappone 2002

Categoria: Palloni mondiali

DICIASETTESIMA EDIZIONE

Il campionato mondiale di calcio 2002 o Coppa del Mondo FIFA del 2002 (nome ufficiale: 2002 FIFA World Cup Korea/Japan, giapponese: 2002 FIFA???????, coreano: 2002? FIFA??? ??/??, noto anche come Corea del Sud-Giappone 2002) è stata la diciassettesima edizione del campionato mondiale di calcio per squadre nazionali maggiori maschili che si svolse in Corea del Sud e in Giappone dal 31 maggio al 30 giugno e fu vinto dal Brasile per la quinta volta.

All'evento sono state assegnate due colonne sonore che hanno fatto da sfondo a tutta l'edizione dei mondiali: Boom di Anastacia e un brano elettronico composto da Vangelis.

I quarti di finale del torneo sono avari di grandi nomi, date le eliminazioni illustri di Italia, Argentina, Francia e Portogallo. Perciò, Inghilterra-Brasile ha il sapore di una finale anticipata. Se l'aggiudicano i "danzatori" verdeoro[9], con il risultato di 2-1 (ottenuto in rimonta, su una solida Inghilterra).

Problemi anche per i legnosi giocatori della Germania, che, per arginare la foga degli statunitensi guidati dal CT Bruce Arena, devono far capo a tutta la loro esperienza e ad una partita magistrale del loro portiere Oliver Kahn. A siglare il goal partita, è Ballack, di testa, al 38°. Il demerito principale degli americani è una fase difensiva troppo arrangiata ed una foga a tratti eccessiva nel cercare il pareggio.

Nel terzo quarto, la Corea replica l'"impresa" "italiana" ed estromette dalla corsa per la finale anche la Spagna, dopo una gara finita a reti bianche e decisa solo dalla lotteria dei rigori.

 

« La Corea vince ai rigori una partita viziata da gravi errori arbitrali e va alla sua prima semifinale mondiale. I coreani festeggiano e si abbracciano mentre gli spagnoli, traditi da un errore dal dischetto di Joaquin, il suo giocatore migliore nel corso della partita, accerchiano minacciosi la terna arbitrale. »

 

(Andrea Di Nicola, repubblica.it)

Durante l'incontro infatti, gli spagnoli recriminano due gol regolari annullati, uno nei tempi regolamentari e uno nei tempi supplementari. Il giorno dopo il famoso quotidiano sportivo spagnolo AS titolerà in prima pagina ¡ROBO! ("Rapina!") e, più in basso, Italia tenía razón ("L'Italia aveva ragione")[10], con riferimento ai duri commenti italiani sull'arbitraggio di Byron Moreno, direttore di gara degli azzurri nel turno precedente.

Chiude il quartetto delle semifinaliste la Turchia, che si aggiudica il match tra outsider e spegne i sogni di gloria del Senegal. Ancora una volta l'Africa si ferma ai quarti di finale proprio come il Camerun battuto dall'Inghilterra dodici anni prima. A castigare i senegalesi, apparsi nettamente sottotono e deconcentrati, sarà il golden goal dell'attaccante di riserva Ilhan Mansiz, con una pregevole girata al 94°.

La composizione del tabellone mette di nuovo di fronte Brasile e Turchia; segna ancora Ronaldo, al sesto centro personale. Ai turchi non basta neanche l'ingresso in campo dell'abile Mansiz (memorabile per i suoi colpi di tacco volanti). Arrivare a giocarsi l'accesso in finale per i turchi rappresenta comunque un traguardo storico, ben al di là di ogni più rosea aspettativa per la nazionale capitanata da Hakan Sükür.

Anche l'altra semifinale vede confermato il pronostico: ancora una volta è decisivo Michael Ballack, che a quindici minuti dalla fine raccoglie una corta respinta di Lee Won-Jae su un suo stesso tiro e insacca. Per i tedeschi è la quarta finale nelle ultime sei edizioni del Mondiale ma è senza dubbio la più inaspettata: la squadra non riesce ad esprimere un gioco soddisfacente, si affida al talento di Kahn e Ballack, che però sarà costretto a saltare la finale per squalifica) e deve fare i conti con la crisi del bomber Miroslav Klose che, dopo i cinque gol nella fase a gruppi non ha più trovato la via della rete. Per la Corea, la soddisfazione di aver ben figurato nel mondiale casalingo, eliminando di fila tre pretendenti al titolo e sognando la finale di Yokohama.

Per Corea del Sud e Turchia, la finale di consolazione è l'occasione per festeggiare un mondiale incredibile, andato ben oltre le previsioni. A Daegu, i turchi lasciano in panchina alcuni titolari come l'interista Buruk Okan, mentre la Corea schiera la miglior squadra titolare ma, dopo un mondiale miracoloso, non c'è spazio per un nuovo acuto degli uomini di Guus Hiddink. Dopo dieci secondi, infatti, la difesa asiatica si fa sorprendere al centro da Hakan Sükür, che porta immediatamente in vantaggio la sua nazionale, col suo primo centro ai Mondiali. Nonostante l'immediato pareggio di Lee Eul Yong, i turchi trovano altri due gol prima della fine del tempo con Ilhan Mansiz; la ripresa è una semplice passerella per chi ha giocato meno. Inutile la rete di Song Chong-Gug nel recupero.

L'attesa finalissima di Yokohama mette di fronte le due squadre con il maggior numero di incontri disputati in una fase finale del mondiale; sono ben sette i titoli mondiali in bacheca (quattro per il Brasile e tre per la Germania). Paradossalmente però si tratta della prima partita tra Brasile e Germania in un campionato del mondo: i pronostici sono tutti dalla parte dei brasiliani. Völler deve fare a meno di Ballack, sostituito dall'esperto Jens Jeremies, centrale del Bayern Monaco votato al contenimento e privo della fantasia del numero 13 tedesco. È comunque la compagine europea ad iniziare meglio nel primo tempo, rischiando soltanto nel finale con la traversa su punizione di Kleberson ed un paio di occasioni per Ronaldo. Ma il "Fenomeno", al 67°, approfitta di un grave errore di Oliver Kahn, che si lascia sfuggire un fiacco rasoterra di Rivaldo ed è lesto a mettere in rete la palla vagante. A nulla servono gli ingressi di Bierhoff e del possente oriundo Gerald Asamoah perché il Brasile segna ancora al 79° con una combinazione in velocità al limite dell'area e tiro secco all'angolino di Ronaldo che chiude la partita. Il Brasile vince la quinta Coppa del Mondo della sua storia (record mondiale attuale) e Ronaldo vince la classifica cannonieri con 8 reti, riscattando il magro rendimento nella finale di quattro anni prima, persa dai brasiliani in favore dei francesi per 3-0.

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