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Germania 2006

Categoria: Palloni mondiali



DICIOTTESIMA EDIZIONE

Il campionato mondiale di calcio 2006 o Coppa del Mondo FIFA del 2006 si svolse dal 9 giugno al 9 luglio 2006 in Germania, la quale ottenne il diritto di organizzare il Campionato mondiale 2006 nel luglio 2000, battendo la concorrenza di Inghilterra, Brasile, Marocco e Sudafrica (alla responsabilità di quest'ultimo è stato affidato il compito di organizzare i Mondiali del 2010 mentre al Brasile saranno affidati quelli del 2014). Il motto dell'evento era Il mondo a casa di amici (Die Welt zu Gast bei Freunden).

La Coppa del mondo fu vinta dall'Italia, che nella finale giocata all'Olimpico di Berlino sconfisse la Francia per 5-3 ai rigori, 6-4 complessivamente dopo che i tempi supplementari si erano conclusi sull'1-1. Per gli Azzurri fu il quarto titolo mondiale della storia. Al terzo posto si classificò la Germania, Nazionale ospitante, che nella finale per il 3º posto del Gottlieb-Daimler-Stadion di Stoccarda ebbe la meglio sul Portogallo, battendolo per 3-1.

All'edizione 2006 del Campionato mondiale parteciparono, a partire dalle qualificazioni, le Nazionali di 198 stati del mondo. I turni di qualificazione iniziarono nel settembre 2003. Alla fase finale del Mondiale erano presenti 32 squadre. Questa è stata anche la prima edizione in cui i campioni del mondo in carica (in questo caso il Brasile) non erano più qualificati di diritto.

L'inno ufficiale dei Mondiali 2006 era The Time of Our Lives, di Il Divo feat. Toni Braxton, mentre al termine di ogni partita, all'interno dello stadio veniva diffusa la canzone-inno Stand Up, cantata da Patrizio Buanne. Si tratta del rifacimento - con un testo adattato al clima calcistico - della canzone Go West dei Pet Shop Boys del 1993.

Le partite valide per i quarti di finale si disputano il 30 giugno e il 1º luglio. Nel primo incontro a Berlino l'Argentina cerca la rivincita della finale del campionato del mondo 1990 persa a Roma contro i tedeschi. Al 49º la squadra di Pekerman passa in vantaggio con Roberto Ayala ma all'80º Klose segna il gol del pareggio che porta la gara ai tempi supplementari e, successivamente, ai rigori. Dal dischetto i tedeschi sono più precisi e realizzano 4 rigori su 4, mentre gli argentini se ne fanno parare due da Jens Lehmann. Il portiere dichiarerà poi che si era preparato dei bigliettini su cui aveva studiato, il giorno prima, i movimenti dei calciatori sudamericani nell'eventualità che la gara si decidesse ai rigori. In serata l'Italia, che torna ad Amburgo contro l'Ucraina, va in vantaggio dopo pochi minuti con Gianluca Zambrotta e nel secondo tempo, dopo aver subito il pressing ucraino, chiude la partita con due gol di Luca Toni, qualificandosi per la Semifinale contro la Germania. Il giorno dopo la gara tra Inghilterra e Portogallo, finita 0-0 dopo i tempi supplementari, viene decisa ai rigori dai lusitani per 3-1, che si qualificano alle Semifinali dopo l'edizione del 1966. Per gli inglesi, che durante il torneo non hanno mai convinto, si tratta della terza eliminazione ai tiri dal dischetto dopo quelle del 1990 e del 1998. Nell'ultima gara tra Francia e Brasile, i verdeoro, grandi favoriti alla vigilia e alla ricerca della rivincita della Finale del campionato del mondo 1998, vengono sconfitti per 1-0 grazie ad un gol di Thierry Henry e abbandonano il torneo dopo tre finali consecutive nelle precedenti edizioni.

 

Per la quarta volta nella storia dei Mondiali le semifinaliste sono nazionali dello stesso continente, quello europeo: era già successo nel 1934, nel 1966 e nel 1982. Il 4 luglio a Dortmund si sfidano Germania e Italia, in uno stadio tradizionalmente favorevole ai tedeschi, sempre vittoriosi nella città della Renania Settentrionale-Vestfalia. Gli azzurri giocano la loro miglior partita del torneo, ma al 90º il risultato è ancora fermo sullo 0-0. Si va quindi ai tempi supplementari, dove nei primi minuti Gilardino e Zambrotta colpiscono rispettivamente un palo e una traversa. Al 119º, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Andrea Pirlo, con un passaggio prodigioso, vedendo con la coda dell'occhio il compagno, passa la palla a Grosso che, con un tiro mancino diretto all'angolino scoccato dal limite dell'area piccola, batte Lehmann e porta l'Italia in vantaggio. L'urlo nella sua esultanza ricorda in un certo modo quello di Marco Tardelli nella finale di Madrid 24 anni prima. Un minuto dopo, con i tedeschi sbilanciati in attacco, parte un contropiede italiano da manuale in cui Cannavaro ruba palla, la cede a Totti che la passa a Gilardino, il quale serve con un colpo di tacco Del Piero che con un tiro all'incrocio del palo destro segna il gol del definitivo 2-0. L'Italia torna in finale dopo 12 anni sconfiggendo la Germania per la terza volta nella storia dei Mondiali (in precedenza l'aveva sconfitta nel 1970 e nel 1982). L'altra semifinale, giocata a Monaco di Baviera il 5 luglio, viene vinta dalla Francia per 1-0 contro il Portogallo. Decisiva è una rete di Zidane su calcio di rigore al 33º minuto. Per i francesi si tratta della seconda finale mondiale nelle ultime tre edizioni.

 

La finale per il terzo posto si gioca l'8 luglio a Stoccarda, la finalissima del 9 luglio 2006 a Berlino.

Nella gara tra Germania e Portogallo, sconfitte in semifinale, i tedeschi s'impongono per 3-1. Il centravanti Miroslav Klose guadagna il titolo di capocannoniere del torneo con 5 reti segnate (4 anni prima in Giappone e Corea del Sud si era classificato secondo dietro a Ronaldo, segnando lo stesso numero di gol). Per i tedeschi e per il loro allenatore, Jürgen Klinsmann, il 3º posto viene celebrato come un risultato sostanzialmente positivo, mentre il Portogallo, con il 4º posto, ha ottenuto il miglior risultato nella storia dei Mondiali negli ultimi 40 anni.

Nella finalissima, giocata all'Olympiastadion di Berlino, la Francia passa in vantaggio con un gol di Zidane al 7º minuto su calcio di rigore. Zidane calcia il rigore a "cucchiaio" e la palla colpisce prima la traversa e poi rimbalza dietro la linea di porta. L'Italia reagisce pareggiando con Materazzi al 19º sugli sviluppi di un calcio d'angolo (secondo gol su corner per lui).

 

Dopo un primo tempo in cui l'Italia gioca meglio (un altro colpo di testa di Materazzi è salvato sulla linea e un colpo di testa di Toni finisce sulla traversa), nel secondo tempo gli azzurri soffrono, chiudendosi in difesa e lasciando spazio alle giocate transalpine, che però non riescono a produrre importanti azioni da gol, grazie a una difesa italiana ben schierata. Anche durante i supplementari i francesi continuano ad attaccare creando due grandi pericoli: un tiro di Franck Ribéry, di poco fuori, e un colpo di testa di Zidane, sventato grazie a una grande parata di Gianluigi Buffon, eletto miglior portiere del torneo. Al 111º Zidane viene espulso dall'arbitro Horacio Elizondo, su segnalazione del quarto uomo, per aver colpito intenzionalmente Materazzi con una testata. Al termine dei 120 minuti il risultato è ancora fermo sull'1-1 e, per la seconda volta nella storia, l'assegnazione della Coppa del Mondo è decisa ai tiri di rigore, dopo i Mondiali 1994, in cui l'Italia aveva perso contro il Brasile per 3-2. Dopo 4 rigori a testa l'Italia è a punteggio pieno, mentre la Francia è ferma a 3 (Trezeguet ha sbagliato il secondo tiro dei bleus colpendo la traversa, mentre hanno segnato Pirlo, Materazzi, De Rossi e Del Piero per l'Italia e Wiltord, Abidal e Sagnol per la Francia). Fabio Grosso, che aveva già deciso le sfide con l'Australia e con la Germania, segna il rigore del definitivo 5-3 e permette all'Italia di vincere il 18º campionato mondiale di calcio, il quarto della storia azzurra dopo i successi del 1934, 1938 e 1982. Per Zidane, che alla vigilia della manifestazione aveva annunciato che avrebbe lasciato il calcio giocato con quella finale, all'età di 34 anni, è un epilogo da dimenticare. Ciononostante il capitano francese viene premiato dalla FIFA come Miglior Giocatore dei Mondiali, davanti a Fabio Cannavaro e Andrea Pirlo; a quest'ultimo va anche il riconoscimento come migliore in campo della finale. Gli istanti del rigore finale di Fabio Grosso, sono stati riprodotti nel video del tormentone del 2010, ossia Shakira e la sua Waka Waka.

Secondo la critica la vittoria fu raggiunta dall'Italia di Lippi attraverso un gioco corale molto organizzato, un'eccezionale forza fisica e, come nella migliore tradizione italiana, una difesa solidissima, che concesse soltanto un gol su rigore e un autogol in sette partite. Un altro fattore decisivo per il trionfo finale fu la capacità di non dipendere da un solo giocatore, come conferma il fatto che i dodici gol dell'Italia nel torneo furono segnati da dieci calciatori diversi.

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